Legisti Baldeschi - Palazzo Bonucci - Perugia
Nel 1563 Filippo Baldeschi, uno dei migliori docenti di diritto canonico nello studio perugino fra il 1526 e il 1569, edificò, all'inizio dell'antico rimbocco del Loto, che oggi da lui si chiama Via Baldeschi, un grande palazzo. Qui, in sontuosi ambienti, decorati con temi allusivi, Filippo, i giureconsulti della famiglia,e gli altri docenti dello Studio, che accoglievano gli studenti nelle loro case, esercitavano l'insegnamento universitario.
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| All'inizio del XVIII secolo, il palazzo passò alla famiglia perugina dei Righetti, che nel 1775 aprirono una veduta panoramica sulla Conca demolendo le case che si trovavano fra il lato occidentale del palazzo, il palazzetto Cenci e la Piazza degli Aratri, poi, nel 1798 chiusero quest'area verso la piazza con una cancellata e nel 1811 vi crearono un giardino. Il palazzo fu venduto nel 1834 dall'ultima discendente del ramo primogenito dei Righetti, Marianna, a Leopoldo Bonucci, uno dei primi industriali di Perugia. |
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| Purtroppo i nuovi proprietari alterarono le sale del primo piano: la sala maggiore o dei Legisti, decorata con importanti affreschi, subiva un danno gravissimo: fu divisa in cinque ambienti, coperti ciascuno con volte ad un livello più basso di quella cinquecentesca, che fortunatamente ne rimase così quasi indenne, ad eccezione del la zona di base delle lunette. |
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| Dopo oltre un secolo, l'ultimo discendente della famiglia Bonucci, Mario (1890-1970), con testamento del 1968, istituiva la Fondazione "Orintia Carletti Bonucci", che per obbligo statutario (art.5), doveva liberare e restaurare la Sala dei Legisti. Così nel 1984 iniziarono i lavori di demolizione delle strutture murarie inserite nell'Ottocento, recuperando il vasto, luminoso vano con cinque finestre e riscoprendo la grande volta cinquecentesca affrescata. |
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| La volta ritornò alla luce nel 1985, la superficie dipinta risultò fortunatamente in condizioni migliori di quanto si poteva temere, anche se oscurata da secolari sedimenti di polvere e recante qua e là qualche piccola ferita; ma tutte le lunette (meno una) e le loro piccole vele erano state coperte da una decorazione monocroma, del secolo XVIII; anche i fondi dietro le dodici grandi figure di Virtù erano stati dipinti in azzurro chiaro ed anche le figure recavano pesanti riprese. I lavori di ripulitura e consolidamento delle superfici dipinte furono completati nel gennaio 1985. |
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| La pulitura delle lunette e delle loro velette ha fatto riemergere 19 ritratti di giureconsulti e prelati e le sovrastanti decorazioni a grottesche con figurine e medaglioncini. A differenza della volta, in questa parte della decorazione le lacune sono risultate più numerose, sia nelle lunette ed alla loro base, dove l'imposta delle volte ottocentesche ha distrutto gran parte delle scritte che correvano sotto i ritratti, facendo franare nell'anonimato quasi tutti i personaggi ritratti nelle lunette, dottori ed ecclesiastici. | |
| Soltanto da alcune scritte, pur esse mutile, emergono appena i nomi di Francesco di Baldo, di un altro Pietro, forse Pietro II morto nel 1581, di Matteo morto nel 1508, di Enea, morto nel 1545, e di un Alessandro; purtroppo non sappiamo quale, fra questi vivaci ritratti, è quello di Filippo, il costruttore del Palazzo; ma il dottore con tocco e manto d'ermellino e dal severo profilo cesareo è certamente il celebre Baldo. | ![]() |
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Il primo ricordo degli affreschi della Sala dei Legisti è in un manoscritto del secondo quarto del Seicento, sappiamo da tale documento che erede di Filippo fu il nipote Licurgo, a cui si deve probabilmente la commissione degli affreschi, i quali devono essere stati eseguiti verso la fine del XVI secolo o ai primi del seguente secondo le più attendibili ricostruzioni da due diversi pittori Silla Piccinini e pietro Rancanelli.
Notizie tratte da : Francesco Santi, La Sala dei Legisti Baldeschi nel Palazzo Bonucci a Perugia. Perugia, 1985. |
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